E’ la victory formation! E la sensazione che provi quando la vedi è, forse, la stessa che provi quando ne fai parte (la frase del titolo è di Anthony Davis). Cosa c’è di meglio quando vedi il tuo QB che s’inginocchia palla in mano ed il cronometro che va verso lo zero mentre il punteggio ti arride? In quel momento dimentichi la sveglia alle 3.30 per vederla in diretta in attesa di portare i bambini a scuola ed andare a lavoro o la sveglia alle 6.30 per vederla in differita andando avanti con il fast forward per fare in modo di riuscire a vederla tutta prima di uscire per andare a lavoro. In quel momento hai solo un gran bel sorriso stampato in faccia e la certezza di avere una squadra in grado di dire la sua fino alla fine.
Il primo TD di Vernon Davis
Era l’esordio in casa, in prime time televisivo, di fronte i Lions, squadra tosta, con un attacco di poco inferiore a quello dei Packers, una linea difensiva che si è autoproclamata la migliore della lega, un coach che ha qualche problema con le strette di mano (si ok, questa è un po’ gratuita
) e la fama di essere abbastanza cattivi e di non amare i nostri, strascichi forse della vittoria in casa loro dell’anno scorso, eppure i 49ers sono sembrati sempre in controllo della gara, anche dopo il fumble di Hunter, e solo nell’ultimo drive i Lions sono riusciti a muovere fluidamente la palla.
Ancora una volta la difesa ha impostato il ritmo della gara, ma anche questa volta l’attacco non ha affatto demeritato, anzi è stato in grado di sfruttare ogni occasione possibile e saputo gestito la gara quando serviva controllando il cronometro ma rimanendo sempre fluido, gli unici dubbi li hanno fatti venire, ancora una volta, gli special teams che questa volta hanno subito un fumble su ritorno di kickoff (Ted Ginn jr ritorna subito), errore comunque risultato alla fine ininfluente.
Un plauso va anche al coaching staff che ha preparato benissimo la partita, con la difesa che ha imbrigliato per lunghissimi tratti uno dei migliori attacchi aerei della lega, con poche penalità commesse (l’interferenza difensiva che ha portato al primo field goal dei Lions è stata abbastanza generosa) e giocatori molto concentrati in campo per evitare di reagire a qualche provocazione (dita nell’occhio a Vernon Davis e colpo in ritardo e sul casco a Smith).

Sack di Aldon Smith
Come dicevamo, sin da subito la difesa ha tolto il running game dal gameplan dei Lions, nonostante che questi abbiano cercato di sorprenderli cercando di correre più di quanto ci si aspetti da loro nei primi drive, in più il lavoro in profondità delle safety toglieva la profondità a Calvin Johnson, che era costretto poi a spostarsi nello slot per cercare di essere messo in ritmo, con l’effetto poi di aver perso anche qualche discreta botta. Non sono state messe molto le mani su Stafford ma comunque, nonostante i pochi blitz chiamati, la pressione c’è stata quasi sempre, con l’ex Georgia che non era mai tranquillissimo (molto brutto il lancio poi intercettato da Goldson). E comunque Aldon Smith ha messo comunque a segno 2 sacks! (uno è stato segnato a McDonald ma dovrebbe essere poi assegnato al 99 red&gold).
Un plauso anche alle secondarie perché hanno controllato molto bene CJ (la maggior parte delle sue yards è arrivata nell’ultimo drive) e hanno timbrato il cartellino dei turnovers con il primo intercetto stagionale di Dashon Goldson, mentre Willis e Bowman hanno timbrato la solita partita da 9 in pagella.
L’attacco non è stato di meno e ha mosso la palla con grande maestria ed equilibrio, alternando, con efficacia, corse e lanci, con una distribuzione alquanto equilibrata che porta più o meno tutti ad essere chiamati in causa e, specie nel caso di Gore, ad arrivare ancora freschi sul finale di gara. Qualche drop di troppo ha portato ad un paio di drive infruttuosi, ma l’impressione è stata, per la seconda volta consecutiva, molto buona ed i passi in avanti rispetto all’anno scorso sembrano evidenti anche agli occhi dei più scettici.
Alex Smith ha gestito la gara in maniera quasi perfetta, con zero errori (il fumble è stato causato da un bruttissimo snap e lui è riuscito a non far perdere alcuna yard) e una padronanza del gameplan assoluta (tantissimi gli accorgimenti ed i cambiamenti di schema chiamati in linea, tra cui anche il primo touchdown di Davis) tanto che il giornalista di ESPN Mike Sando ha scritto che bisogna iniziare a parlare più di “Touchdown manager” che di “Game manager”.
Ottima la prova di Michael Crabtree
La linea offensiva è stata molto buona, creando per buona parte della gara ottimi buchi sulle corse e dando buona protezione sui passaggi (i 2 sacks sono stati abbastanza estemporanei), ed è bello segnalare i continui progressi di Anthony Davis ed il perfetto inserimento tra i titolari di Alex Boone. Tra i ricevitori ancora una prova molto molto sostanziosa di Michael Crabtree, autore di un ultimo drive favoloso con ben 3 primi downs convertiti e sempre efficace nei blocchi, mentre Moss si è visto pochissimo (su di lui però una pass interference che ha poi portato al TD di Gore) e Manningham viene inserito gradualmente, ma efficacemente (si veda anche l’end around che ha portato ad un ottimo guadagno), nel gameplan.
Ancora una volta Frank Gore si è dimostrato quasi chirurgico facendo male ogni volta che aveva la palla in mano, bravissimo e paziente a seguire i blocchi della sua linea e abile a mandare al bar con le finte i difensori che cercavano di recuperare. Vernon Davis non molto chiamato in causa, anche per il problema all’occhio, ma ogni volta ha fatto danni perché, semplicemente, non c’era nessuno dei Lions in grado di difendere su di lui (bellissima la corsa in cui ha rotto un paio di tackle e si è andato a prendere il primo down!).
Ora si va in Minnesota per una partita che ci vede sicuramente favoriti ma che nasconde molte insidie e che fa rivivere brutti ricordi (ho ancora davanti agli occhi Lawson che arriva con un centesimo di ritardo su Favre e Lewis che mantiene i piedi in campo per pochi centimetri), ma la fiducia che infonde questa squadra fa si che il viaggio al Metrodome non faccia più paura!

E’ sempre difficile fermare Frank Gore
MVP: avrei voluto dire Crabtree per la prestazione molto solida fatta vedere, avrei potuto ridire Alex Smith perché è stato ancora una volta quasi perfetto, ma non posso esimermi dal dare il “premio” al Duca, al secolo Vernon Davis perché i suoi 2 TD sono stati bellissimi da vedere nella loro “semplicità” (esecuzione perfetta di tutta la squadra). E poi questa volta non ha fatto figuracce nell’esultanza!
LVP: Delanie Walker, giocatore che mi piace molto ma che quest’anno sembra in netta involuzione, con troppi e sanguinosi drop, speriamo non per “colpa” della situazione contrattuale (va in scadenza a fine anno) anche perché così rischia di non trovare nessuno che gli offra il contrattone, neanche i 49ers.
Play of the game: il terzo e 14 convertito da Michael Crabtree che ha tenuto in vita il drive dell’ultimo, e decisivo, touchdown che ha visto anche un ottimo e decisivo blocco basso di Gore.
Tags: 49ers, Aldon Smith, Alex Boone, Alex Smith, Anthony Davis, calvin johnson, Dashon Goldson, delanie walker, Detroit, Frank Gore, Kendall Hunter, Lions, Mario Manningham, Matthew Stafford, Michael Crabtree, Randy Moss, Vernon Davis
Dio mio, che bella sensazione, essere tornati una grandissima squadra, dopo i tempi grami (eufemismo) di Erickson, Nolan e Singletary.
Come già postato sul forum, la sensazione più bella della partita è stato vedere il Candelstick pieno, rosso e “rumoroso”!!!!!!
Ma T.Ginn è infortunat? Quando rientra?
Penso che già per la prossima ci possono essere buone possibilità perché rientri, lui e Jacobs.
Aggiungerei che V.Davis ha proprio modificato l’esultanza, non arrivando bene al palo adesso esulta con un tiro a “canestro” in Fadeway! GO NINERS!!!
Fantastico il Duca che esulta con il tiro in sospensione dopo aver sbagliato la schiacciata la settimana prima
Su Delaine Walker: e’ vero che ha droppato un altro pallone e gli avrei mangiato le mani, ma sta bloccando veramente bene. Involuzione da un lato, evoluzione dall’altro
Si, da quel punto di vista sta giocando molto bene Walker, ma la sua forza stava proprio nella capacità di essere anche un ottimo ricevitore (al college giocava da WR) e quindi di poter garantire una fantastica arma “nascosta” ai niners quando decidevano di giocare con il doppio TE (e spesso lui era allineato come WR puro portando a creare mismatch).
Speriamo solo sia un periodo no passeggero (anche perché è un giocatore che adoro).
Il problema dello Special Team non è solo la mancanza di Ginn. Quest’anno si fà fatica a inchiodare i ritornatori avversari non appena prendono il pallone; anche se Costanzo non c’è più, mi pare strano che un solo giocatore possa fare tutta questa differenza… non riesco a capire da cosa dipenda, se dalla poca disciplina nei blocchi o altro. Speriamo che Seely ci metta una pezza, perché l’anno scorso è stato un indubbio punto di forza.
Una piccola ma doverosa menzione a Akers. Sempre perfetto, sia da vicino che da lontano.
Go Niners