La stagione 2009 per noi tifosi dei niners è, purtroppo, già finita, cogliamo quindi l’occasione per proporvi un gioco-sondaggio per decretare quali sono stati secondo voi e noi i migliori e i peggiori giocatori dell’annata appena trascorsa e i migliori e peggiori momenti (assicurandovi intanto che non abbiamo intenzione di lasciarvi soli nella prossima off [...]
Non c’è molto da dire su quest’ultima partita, classico match da week 17 in cui entrambe le squadre hanno poco da chiedere; per i primi tre quarti è inguardabile e a tratti soporifera, una serie infinita di punt, penalità ed errori vari, con i primi punti che arrivano a sei minuti dall’halftime grazie al field goal di Josh Brown per il 3-0 Rams. In tutto il primo tempo l’attacco dei 49ers totalizza la miseria di 52 yds contro la peggiore squadra dell’NFL; meglio la difesa che contiene Stephen Jackson, unico giocatore davvero pericoloso di Saint Louis e stende più volte Keith Null con Justin Smith sugli scudi
Doveva essere una vittoria facile dato che affrontavamo una squadra con solo 2 partite vinte negli ultimi due campionati e la cui ultima vittoria lontano dalle mura amiche risaliva al 2007. Alla fine la vittoria è effettivamente arrivata ma con molte più difficoltà di quanto preventivato e non certo per merito dei poveri Lions, squadra apparsa davvero scarsa e priva di Stafford e Pettigrew, due dei pochi giocatori di talento a disposizione di coach Schawrtz
Che sarebbe stata una partita difficile lo sapevamo; gli Eagles, sotto la sapiente guida di Andy Reid, da dieci anni a questa parte sono una potenza della NFC ed anche quest’anno saranno lì a giocarsi ancora la possibilità di arrivare al Super Bowl. La serata di ieri ci ha dimostrato il gap che ancora c’è tra i 49ers e le contenders in modo particolare la differenze tra le linee: McNabb ha sempre avuto una marea di tempo quando doveva lanciare sezionando le nostre secondarie trovando quasi sempre un WR libero senza che i nostri LB riuscissero ad avvicinarlo; Alex Smith invece di tempo ne ha sempre avuto poco, è stato steso tre volte, spesso ha sparacchiato per evitare il sack ed ha fatto scelte discutibili.
Ah, se avessimo giocato sempre così… E’ questo il pensiero dominate tra i fans dei 49ers dopo la bella vittoria contro Arizona nel Monday Night. Grande carattere, concentrazione, pochi errori, buone chiamate, il giusto equilibrio tra corse e passaggi e i Campioni uscenti della NFC e probabili vincitori della West division tornano a casa con la coda tra le gambe per la seconda volta in pochi mesi.
Stavolta è finita sul serio, ho appena finito di guardare il Sunday Night e la vittoria dei Cardinals sui Vikings ci ha tolto ogni residuo barlume di speranza. Giusto così, una squadra che perde una partita come quella di ieri contro una squadra nettamente inferiore (e che adesso ha il nostro stesso record) non merita di fare i playoffs. Se la settimana scorsa avevo sottolineato le buone esecuzioni ed i pochi errori commessi dalla squadra, ieri sera sono stati proprio gli errori a mandare in malora la partita e la stagione: 2 sanguinosi fumble, 8 penalità, bruttissimi drop e uno scandaloso 1-13 al terzo down. Aggiungiamoci ancora una volta un coaching molto discutibile: tre time out bruciati in pochi minuti (neanche voglio pensare all’ipotesi in cui ci fosse stato da chiamare un challenge nel primo tempo), le corse quasi completamente dimenticate e le pessima gestione dell’ultimo possesso. Sommato tutto questo, il risultato non poteva che essere l’ennesima amara sconfitta e magra consolazione sono un’altra grande prova di Smith, una linea d’attacco che, almeno sulla pass protection sembra finalmente aver trovato il bandolo della matassa (solo un sack concesso nelle ultime due gare), e una difesa che si è espressa su buonissimo livelli.
Domenica scorsa la stagione dei 49ers sembrava ormai chiusa ed ero qui a parlare di bilanci e futuro ma dopo quello che è successo ieri forse certi discorsi è meglio metterli momentaneamente da parte perchè le rimanenti settimane, specialmente le prossime due, potrebbero ancora darci un po’ di emozioni.
Come si commenta una partita come quella di ieri al Lambeau Field? Primo tempo terrificante come non si ricordava dai tempi della gestione Erickson, chiuso sotto di 20 punti con meno di 70 yds guadagnate (ma 42 arrivano da un unico gioco, una corsa centrale di Gore). Il primo passaggio completato arriva ad otto minuti dall’halftime, la linea d’attacco è più perforabile di una fetta di gruviera, la difesa incapace di arrestare l’attacco dei Packers mostrando, in occasione dei TD di Jennings e Nelson un serie di placcaggi sbagliati degna della fiera degli orrori.
Come è la storia della ruota che gira? Se domenica scorsa, pur giocando nel complesso una buona partita, eravamo usciti sconfitti, in questo primo anticipo del giovedì abbiamo giocato abbastanza male ma, grazie ai 5 palloni regalati da Jay Cutler in versione Babbo Natale, portiamo a casa una vittoria che tiene ancora viva la nostra stagione.
Se state leggendo queste righe presumibilmente siete tifosi dei 49ers e ciò significa che seguite l’NFL da qualche annetto, perché nessuno che sia avvicinato a questo sport in tempi recenti potrebbe decidere di tifare per questa squadra (ok, c’è anche la possibilità che siate la collega un po’ troppo curiosa di chi scrive ma questo è un altro discorso). E se seguite l’NFL da un po’ di tempo sapete benissimo che questo è uno sport in cui i numeri contano, magari non tanto come in altri sport tipo il baseball, ma comunque contano. Tra i numeri che contano maggiormente, uno di quello che è spesso distingue le squadre forti da quelle scarse è il differenziale tra palle perse e palle recuperate
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